Lavori
I Segreti del Chiostro
Il Chiostro delle memorie e degli antichi sapori
CHIOSTRO DI SANTA CATERINA
COLORE
LAVORI
PALERMO
I Segreti del Chiostro
Il Chiostro delle memorie e degli antichi sapori
Un profumo intenso di cannella ci accoglie e ci abbraccia a livello sensoriale, gia’ dalle scale che portano al Chiostro di Santa Caterina, su Piazza Bellini, nel cuore del centro storico di Palermo
E’ il laboratorio di pasticceria delle monache di clausura la cui riscoperta fa parte del progetto di recupero del convento di Santa Caterina d’Alessandria.
La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è un capolavoro del barocco palermitano, la sua costruzione risale al 1566-96.
Il monastero domenicano di Santa Caterina d’Alessandria può essere considerato il più ricco monastero femminile di tutta Palermo. Qui entravano le fanciulle delle famiglie nobili della città, che sceglievano il voto di silenzio e della preghiera ( non sempre in maniera consensuale ), che per essere accolte portavano donazioni ricchissime, utilizzate poi per abbellire la chiesa.
Le ultime religiose anziane suore di clausura dell’ordine domenicano (celebri per gli squisiti dolci di mandorla), hanno lasciato il monastero nel 2014, prima di allora il convento è rimasto inaccessibile, chiuso nella clausura, durata per circa 700 anni.
Oggi, il complesso religioso è stato restituito alla città che può godere finalmente della sua bellezza e magnificenza.
Le monache sono state per generazioni le vere custodi della tradizione dolciaria siciliana. La vendita di dolci rappresentava una fonte di reddito importante per la sopravvivenza del monastero. Oggi la pasticceria di Santa Caterina è stata riportata in vita grazie a “I segreti del chiostro”, un progetto di riscoperta e valorizzazione delle antiche tradizioni della pasticceria dei conventi, che serve anche a finanziare parte del restauro del monastero. Tantissime le ricette segrete riprese e recuperate.
Nello spazio di vendita, sono esposti nelle antiche dispense anche vecchi attrezzi di lavoro, i visitatori che entrano si guardano meravigliati con occhi golosi e desiderosi di tutte le prelibatezze, sentendosi fortunati ad essere capitati li, impossibile decidere cosa provare prima, è un tripudio di colori e odori, troviamo la Frutta Martorana, prelibata pasta reale di mandorla frutto di una lunga tradizione, dalle mille forme di frutti e colori che dentro le ceste richiama l’attenzione, morbide e delicate, una graziosa ragazza sorride e porge i Cannoli alla ricotta fresca farciti al momento, con la buccia croccante dal sapore unico e inimitabile che sa di casa e storia, di mani che lavorano, con le scorzette candite e le gocce di cioccolato come decorazione e il Buccellato dolce tipico natalizio, frolla croccante con il gustoso e ricco ripieno di fichi e frutta secca, i Buccellatini di pasta reale farciti con fichi e mandorle e marmellata di arance , la Cassata Siciliana fridda che troneggia in tutta la sua bellezza e maestosità’ nel suo bianco della glassa e verde e rosso dei decori, la Cassata al Forno, i Sospiri di Monaca in pasta di mandorle, aromatizzati al mandarino, arancia, cannella, caffè, I Trifì all’arancia, un cuore morbido di mandorla e arancia ricoperto da cacao amaro, le Genovesi di pasta frolla che mentre si mordono si sente il sapore di limone con ripieno di ricotta o crema gialla, ad ogni morso sembra di tornare indietro nel tempo e di riscoprire i sapori genuini di una volta, la crostatina di frolla con zuccata (la marmellata di zucchine verdi siciliane prodotta nel monastero), le Olive di Sant’Agata, fatte di pasta di mandorle aromatizzata all’arancia, le Minne di Virgini, cupolette di frolla ricoperte di glassa bianca al limone con dentro della ricotta e ricoperta da una ciliegina rossa da un aspetto molto sensuale, La Mennulata il croccante di mandorle e zucchero.
Dal Chiostro, unico spazio all’aperto del monastero, si notano in alto le celle delle monache, ci troviamo subito immersi in uno spazio incantato pieno di verde, di rose rosse e arancio, dell’arancio delle piante di agrumi che circondano la fontana centrale, un pavimento maiolicato in cui si può sostare in silenzio o a mangiare qualche prelibatezza. E’ un’atmosfera sacra quella che si respira. Una musica soave accompagna i visitatori, sa di preghiera e cura e pace, ci si muove con delicatezza. Ci si ferma li fuori a guardarsi intorno e sulle panche sotto gli alberi di agrumi o sulle scale della fontana e mentre si morde un cannolo appena riempito o una genovese alla crema o un piccolo Trifi’ all’arancia ci si guarda soddisfatti da tanta bonta’ e bellezza e profumi e si sorride dentro.
E’ bellissimo sapere che a Palermo esista un posto così bello dove perdersi con i sensi nella memoria di tradizioni della pasticceria che rischiavano di andare perdute.
E’ il laboratorio di pasticceria delle monache di clausura la cui riscoperta fa parte del progetto di recupero del convento di Santa Caterina d’Alessandria.
La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è un capolavoro del barocco palermitano, la sua costruzione risale al 1566-96.
Il monastero domenicano di Santa Caterina d’Alessandria può essere considerato il più ricco monastero femminile di tutta Palermo. Qui entravano le fanciulle delle famiglie nobili della città, che sceglievano il voto di silenzio e della preghiera ( non sempre in maniera consensuale ), che per essere accolte portavano donazioni ricchissime, utilizzate poi per abbellire la chiesa.
Le ultime religiose anziane suore di clausura dell’ordine domenicano (celebri per gli squisiti dolci di mandorla), hanno lasciato il monastero nel 2014, prima di allora il convento è rimasto inaccessibile, chiuso nella clausura, durata per circa 700 anni.
Oggi, il complesso religioso è stato restituito alla città che può godere finalmente della sua bellezza e magnificenza.
Le monache sono state per generazioni le vere custodi della tradizione dolciaria siciliana. La vendita di dolci rappresentava una fonte di reddito importante per la sopravvivenza del monastero. Oggi la pasticceria di Santa Caterina è stata riportata in vita grazie a “I segreti del chiostro”, un progetto di riscoperta e valorizzazione delle antiche tradizioni della pasticceria dei conventi, che serve anche a finanziare parte del restauro del monastero. Tantissime le ricette segrete riprese e recuperate.
Nello spazio di vendita, sono esposti nelle antiche dispense anche vecchi attrezzi di lavoro, i visitatori che entrano si guardano meravigliati con occhi golosi e desiderosi di tutte le prelibatezze, sentendosi fortunati ad essere capitati li, impossibile decidere cosa provare prima, è un tripudio di colori e odori, troviamo la Frutta Martorana, prelibata pasta reale di mandorla frutto di una lunga tradizione, dalle mille forme di frutti e colori che dentro le ceste richiama l’attenzione, morbide e delicate, una graziosa ragazza sorride e porge i Cannoli alla ricotta fresca farciti al momento, con la buccia croccante dal sapore unico e inimitabile che sa di casa e storia, di mani che lavorano, con le scorzette candite e le gocce di cioccolato come decorazione e il Buccellato dolce tipico natalizio, frolla croccante con il gustoso e ricco ripieno di fichi e frutta secca, i Buccellatini di pasta reale farciti con fichi e mandorle e marmellata di arance , la Cassata Siciliana fridda che troneggia in tutta la sua bellezza e maestosità’ nel suo bianco della glassa e verde e rosso dei decori, la Cassata al Forno, i Sospiri di Monaca in pasta di mandorle, aromatizzati al mandarino, arancia, cannella, caffè, I Trifì all’arancia, un cuore morbido di mandorla e arancia ricoperto da cacao amaro, le Genovesi di pasta frolla che mentre si mordono si sente il sapore di limone con ripieno di ricotta o crema gialla, ad ogni morso sembra di tornare indietro nel tempo e di riscoprire i sapori genuini di una volta, la crostatina di frolla con zuccata (la marmellata di zucchine verdi siciliane prodotta nel monastero), le Olive di Sant’Agata, fatte di pasta di mandorle aromatizzata all’arancia, le Minne di Virgini, cupolette di frolla ricoperte di glassa bianca al limone con dentro della ricotta e ricoperta da una ciliegina rossa da un aspetto molto sensuale, La Mennulata il croccante di mandorle e zucchero.
Dal Chiostro, unico spazio all’aperto del monastero, si notano in alto le celle delle monache, ci troviamo subito immersi in uno spazio incantato pieno di verde, di rose rosse e arancio, dell’arancio delle piante di agrumi che circondano la fontana centrale, un pavimento maiolicato in cui si può sostare in silenzio o a mangiare qualche prelibatezza. E’ un’atmosfera sacra quella che si respira. Una musica soave accompagna i visitatori, sa di preghiera e cura e pace, ci si muove con delicatezza. Ci si ferma li fuori a guardarsi intorno e sulle panche sotto gli alberi di agrumi o sulle scale della fontana e mentre si morde un cannolo appena riempito o una genovese alla crema o un piccolo Trifi’ all’arancia ci si guarda soddisfatti da tanta bonta’ e bellezza e profumi e si sorride dentro.
E’ bellissimo sapere che a Palermo esista un posto così bello dove perdersi con i sensi nella memoria di tradizioni della pasticceria che rischiavano di andare perdute.
04/12/2021